Il Dolce Sogno
Università Carpigiani

Gelato world champion 2008 and successful gelatiere!

Lucia Sapia: Gelato world champion 2008 and successful gelatiere!

“Gelateria, un equilibrio (quasi) perfetto tra Passione e Business”. Bilanci per noi questi ingredienti e ci sveli la ricetta del tuo successo?
Fortunatamente il mondo del gelato è uno dei settori in continua crescita, non ha crisi, e speriamo non ne abbia mai, anche se a volte le aspettative di business sono differenti dalla realtà. Ma questo dipende da tanti altri fattori.
Si tratta proprio di un equilibrio quasi perfetto il lavoro in gelateria…Da piccola artigiana passo anche 18 ore in laboratorio.
Il segreto del mio successo? IMPEGNO, INFORMAZIONE, FORMAZIONE, PERSERVERANZA, UNA BUONA ORGANIZZAZIONE E UN TEAM VINCENTE, dove la collaborazione è vera, non c’è il più bravo o il meno bravo, il fine comune è continuare ad apprendere, imparare, crescere e progredire insieme.

Nel mio team ci siamo posti questi obiettivi:
• Il miglioramento continuo dell’immagine di gelateria artigianale;
• Il soddisfacimento di tutte le parti interessate (clienti, dipendenti, fornitori);
• Il rispetto degli impegni contrattuali espliciti ed impliciti;
• La cura della comunicazione verso il cliente;
• La gentilezza verso il cliente (il raggiungimento di questi cinque obiettivi sarà costantemente monitorato attraverso la costante rilevazione della customer satisfaction dei clienti e l’analisi dei reclami);
• una costante attività di formazione e aggiornamento;
• Il rispetto delle normative vigenti, sia per quanto riguarda la sicurezza, sia il rispetto della corretta prassi igienica.

Gelato: colpo di fulmine o innamoramento lento?
Ho iniziato da studente, come commessa stagionale in una gelateria, e poi si può dire il mio sia stato un vero colpo di fulmine..Da allora non ho più smesso di amare questo lavoro.Ricordo come fosse ieri la mia difficoltà a preparare i primi coni, gusto chiaro prima, gusto più scuro dopo, gusto duro, gusto morbido, e che casino 3 gusti insieme! Adesso ci rido sopra ma a 16 anni diventavo tutta rossa e mi arrabbiavo. Ci ripenso ogni volta che formo una nuova persona per il banco: anche loro si arrabbiano quando il cono non viene bene. Dico loro che non importa, se ho imparato io, possono farlo benissimo anche loro. Conta moltissimo sorridere: di fronte ad un sorriso, anche il cliente più esigente non dice nulla, anzi!

Il tuo impegno in un pensiero. Qual è la ragione per cui ti svegli ogni mattina con la voglia di creare un gelato sempre più buono?
Sincerità?
La passione e i debiti, che poi si chiamano investimenti…Sono fortunata perché non cambierei il mio lavoro con nessun altro al mondo. La forza di andare avanti e di migliorarmi non vengono mai meno. Sia per il senso di responsabilità nei confronti dei collaboratori sia per l’apprezzamento della mia clientela, che ripaga ogni sforzo.

Parlaci della tua formazione.
Ho un diploma di analista contabile e aggiugno “per fortuna”, c’è molta matematica nel gelato.
Quando hai cominciato?
Il mio primo corso di gelateria è stato nel gennaio 2001 con Gianpaolo Valli, quando non era ancora nata la Carpigiani Gelato University. Dal 2003penso di aver frequentato tutti i corsi in Carpigiani, compresi 2 Master.

Le lezioni più antipatiche?
Per quanto riguarda i docenti non posso dirlo, non sarebbe carino, devo ammettere che non mi piacciono lezioni con troppa gente.
I Maestri che hanno lasciato il segno?
Premetto che tutti i Maestri Carpigiani mi hanno insegnato tanto: da Luciano Ferrari, che trasmette anche positività nelle sue lezioni, a Roberto Lobrano, Francesco Elmi per la pasticceria, e tanti altri ancora. Ci sono Maestri dalla fama indiscussa che mi sono entrati nel cuore: il maestro Luca Caviezel, il Maestro Eliseo Tonti, due persone che ricordo sempre con tanto affetto per i loro preziosi consigli. Ed infine, ma non di certo per importanza, ringrazio il mio primo Maestro Gianpaolo Valli: gli sono molto legata, il suo modo di insegnare mi piace davvero.

L’esame più importante?
Ogni volta che si simulava la gara, duranti gli allenamenti per la Coppa del Mondo della Gelateria, in Cast Alimenti, E ovviamente quando la giuria internazionale assaggiava il gelato che io avevo preparato e bilanciato.

La tua “prima” gelateria. E’ nata prima l’idea o l’avventura? Quando hai iniziato a muovere i primi passi e quanto tempo ci è voluto per aprire? Il momento più bello e quello più tosto della tua storia di successo?
Ad Aprile 2003 nasce il Dolce Sogno, la mia piccola gelateria.. Un idea, un sogno, un’avventura, infinita passione. Un mix di tutte queste cose mi ha fatta iniziare. Desideravo fortemente avere una attività tutta mia, anzi, per la verità lo desideravamo la mia gemella Antonella ed io. Ecco perché si chiama” il dolce sogno”: volevamo lavorare insieme, ma avevamo veramente pochissimi soldi. Io mi ero appena sposata e tra il mutuo, i mobili da comprare e altro.. Il budget era limitato. Nessuna azienda ci avrebbe aiutate, e allora abbiamo dovuto arrangiarci .Da sole abbiamo disegnato il lay out della gelateria, e con l’aiuto della mia famiglia ci siamo improvvisati muratori, imbianchini, abbiamo passato giornate con il martello e le vernici in mano, abbiamo acquistato macchinari usati … Dopo 6 mesi di intenso lavoro, il Dolce Sogno è diventato realtà. Ecco la mia gelateria, una creatura bellissima nata dalla forza e dall’energia di un gruppo unico di persone.

Ma non è stato un’inizio meraviglioso, anzi! La persona più importante della vita, la collaboratrice che con me ha condiviso e sostenuto questo progetto, mia sorella Antonella, è morta quell’agosto per un tumore. Non potevo buttarmi giù: quello era anche il suo progetto, gielo dovevo, e allora ho continuato a lavorare da sola, con la forza di due persone.
E da quel momento pian piano il sogno si realizzava.

Il 6 settembre 2006 il Dolce Sogno ha avuto il prestigioso riconoscimento (prima gelateria italiana assoluta) dall’ente di certificazione Certiquality per il proprio manuale qualità ISO 9001:2000 (vision 2000). Questo certificato – con il n° 11241 – attesta il nostro impegno di dare alla clientela un chiaro segnale della qualità dei prodotti, delle metodologie utilizzate per la produzione, dell’attenzione dimostrata nei confronti del pubblico e della professionalità dell’intera organizzazione, dell’assegnazione di precise responsabilità e dell’impegno al miglioramento continuo.

Nel 2007 arriva la selezione per far parte della squadra Italiana della 3° coppa del mondo e nel 2008…La vittoria della 3° Coppa del mondo di gelateria! Cosa potrei dire della soddisfazione personale di avere preparato e bilanciato personalmente le ricette della squadra, che una giuria di fama internazionale ha decretato le migliori del mondo?! Grandissima!

Chi devi ringraziare?
La mia famiglia e tutte le persone che hanno creduto in me, nelle mie capacità e nella mia onestà. Un ringraziamento particolare al tecnologo alimentare Andrea Rondanini,che opera da anni nella ricerca e nello sviluppo di prodotti alimentari e farmaceutici, e che con pazienza mi ha insegnato molte cose. Spero me ne possa insegnare altre.
La tua macchina da gelato?
Nel 2006 ho comperato la Compacta Coldelite e il pastorizzatore Carpigiani: vanno benissimo!
Il complimento più bello che hai ricevuto?
Fortunatamente ogni giorno ricevo complimenti sul gelato, sulla positività che si respira nella mia gelateria, ma quando mi dicono che il mio gelato fa bene all’anima, mi sento gratificata al massimo.
Lo rifaresti?
Sì, certo, l’ho già rifatto a Cassano Magnano (VA) nel 2009 aprendo una seconda gelateria. Inoltro, aiuto chi ha voglia di cimentarsi in questa avventura! Ho un progetto molto interessante per l’estero…

Se non fossi un gelatiere (o se il gelato non esistesse), quale sarebbe la tua professione?
Mi piace molto il mondo della cucina…Oppure magari cambierei settore e farei l’arredatrice d’interni.

Il tuo gusto preferito?
Il buon gelato mi piace quasi tutto, ma vado matta per il mio zabaione, abbinato al cioccolato con arancia e mandorle.

Gelato dolce, salato o…?
Una bella coppa di gelato la voglio tradizionale e dolce. A volte però preparo per alcuni ristoranti del gelato salato, ma sempre molto delicato… Ne assaggio sempre una piccola porzione, in abbinamento ad altre pietanze.

Il gelato che non farei mai?
I gusti dai colori finti, e i gelati troppo eccentrici e di cattivo gusto, come il gelato di acciughe, aglio… Il gelato salato per me dovrebbe essere non dolce ma gradevole, magari al profumo di erbe aromatiche. Vanno bene i formaggi, ma l’eccesso non mi piace.

Il Gelato che avresti voluto creare tu?
Non saprei.

Dai un gusto al tuo passato, uno al presente e uno al futuro (e se ti va, svelaci un tuo progetto).
Un passato amaro e dolce…direi cioccolato.
Il presente? Vaniglia (sono appena tornata dal paese delle spezie).
Futuro? Tutti i gusti gelato di crema e frutta, con latte di soia, con latte di riso con la ricettazione di natura, la mia base brevettata con zuccheri a basso indice glicemico, ma tutti eccellenti come il mio gelato tradizionale…
Il cliente oggi è più esigente rispetto al passato, purtroppo ci sono tante intolleranze alimentari, e pure differenti “bisogni”. Non basta più fare un gelato buono, bisogna raggiungere l’eccellenza: utilizzando materie prime eccellenti (possibilmente del proprio territorio), rispettando le esigenze dei clienti e considerando il valore nutrizionale. Il gelato deve fare bene!

Messaggio in bottiglia per gli studenti della CGU
Chi già studia alla Carpigiani ha iniziato bene. Consiglio di continuare a studiare, e non arrendersi alle prime difficoltà: i primi anni sono i più duri, ci vuole spirito di sacrificio. Uno stimolo: rispetto al passato, oggi le aziende sono più vicine all’artigiano/imprenditore: oggi si è più agevolati, ci sono finanziamenti che permettono di lavorare tranquilli. Credete nelle vostre potenzialità, imparate e progredite!